VILLA ZARI

Probabilmente Villa Zari è stata fondata intorno al 1600 ed è stata fin da subito la casa di nobili, senatori e ricchi imprenditori, ognuno dei quali ha lasciato la sua impronta: ogni epoca ed ogni proprietario l’hanno modificata, restaurata o ampliata. È questa gran varietà di stili, perfettamente mescolati l’uno all’altro, a rendere Villa Zari unica.

Visitandola tornerete indietro nel tempo fino agli inizi del ‘900, immergendovi in un mondo scomparso ma, proprio per questo, estremamente intrigante. La Villa è lussuosamente arredata, con mobili che risalgono addirittura al ‘600; ci sono anche alcune sorprese, curiosità inaspettate su una delle più grandi ditte di lavorazione del legno, la Ditta Zari, che ha operato tra la fine dell’ ‘800 e i primi decenni del ‘900.

GLI ESTERNI

Di gusto neoclassico, la facciata è arricchita dalla balaustra in stile liberty, aggiunta successiva probabilmente voluta dalla famiglia Zari.

Dal corpo centrale si erge la Torretta Belvedere, dotata di campane e punto di osservazione panoramico.

L’ala est richiama lo stile industriale di fine ‘800 ed era probabilmente adibita ad alloggio per le più alte cariche della Ditta Fratelli Zari.

GLI INTERNI

Entrare nelle stanze di Villa Zari significa perdere la concezione del tempo: mobili, soprammobili e oggetti d’uso quotidiano sono ancora perfettamente conservati.

Il legno, materiale lavorato dalla Ditta Fratelli Zari, è il padrone di casa e domina sui soffitti, pavimenti arredi.
In villa è presente anche l’originale brevetto della Ditta: il tappeto avvolgibile.

IL GIARDINO

Il giardino di Villa Zari è particolarmente vasto e si estende fino al Seveso. Ricco di piante ed essenze esotiche e nostrane, è uno splendido esempio di giardino all’inglese, dove la natura sembra regnare incrostata: la mano dell’uomo che organizza in realtà c’è, ma non si vede.

In linea con il gusto romantico, il parco è arricchito da due strutture neogotiche: la Voliera e la Cafè House. Apparentemente diroccate, esse sono state costruite appositamente in questo modo per evocare un senso di mistero.